La prima tecnica consiste nel percepire la differenza tra le due respirazioni.
Ci si distende completamente a terra (un tappetino è preferibile al letto, che potrebbe portare a posizioni non corrette), ponendo una mano sul petto e una mano sull'addome (sull'ombelico). Si comincia quindi a respirare, il più lentamente possibile, cercando di far gonfiare la pancia e non il petto. All'inizio, non bisogna forzare. Il petto va mantenuto rilassato. Quando si sente l'addome gonfiarsi, non smettere subito, ma continuare un attimo in più di quanto non si farebbe al di fuori dell'esercizio, si trattenga il respiro per 3-4 secondi, e si cominci a svuotare l'addome, facendo rientrare lo stomaco.
Come esercizio supplementare, si può provare, durante la fase di espirazione, a ritrarre i muscoli genitali. Continuare per qualche minuto, con molta naturalezza. Se il diaframma è bloccato, ci vorrà qualche giorno prima di riuscire a respirare con l'addome senza pensarci.
Alla fine di questi esercizi, ci si può sdraiare, mettendo le mani parallele al corpo e con le palme verso l'alto. Ci si rilassi completamente, portando l'attenzione sul respiro: sentire come entra nel naso, come scende, come fa gonfiare l'addome, come esce facendo sgonfiare l'addome e come passa per il naso.
È un esercizio particolarmente rilassante, con l'unica controindicazione che ci si può addormentare!
Questo rilassamento che si ottiene è assolutamente da notare. Si ricordi che:
la quantità di respiri e lo stato della mente sono inseparabili;
più lento il respiro, maggiore il controllo che si ha sulla mente
la mente segue il respiro, e il corpo segue la mente.
Se si proseguono questi esercizi, si noterà che i il respiro tende a rallentarsi e a regolarizzarsi. All'inizio, questo sarà vero solo durante gli esercizi, ma non passerà molto che si estenderà al respiro non controllato.
mercoledì 24 settembre 2008
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